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venerdì 20 marzo 2009

Milliontown: recensione

Frost*
Milliontown (2006)

Tracklist:
1. Hyperventilate (7:32)
2. No me no you (6:06)
3. Snowman (3:55)
4. The other me (4:51)
5. Black light machine (10:07)
6. Milliontown (26:35)


Nelle mie peregrinazioni all'eterna ricerca di nuove conturbanti sonorità prog, sono incappato un paio di settimane fa su questo gruppo neo-formato, capeggiato - a quanto sono riuscito a capire - da un tal Jem Godfrey, scrittore noto sulla scena musicale per certi tormentoni pop di molti gruppi fashion dei nostri tempi. Il buon Jem ha avuto la brillante pensata di cercare un alquanto ardito connubio tra sound pop e musicalità progressive, e ne è saltato fuori questo debut album scintillante. Hyperventilate è una strumentale che non annoia, e che tutto sommato rende già di per sè una buona idea dello stampo dell'album; No me, no you è di più difficile comprensione, proponendo una articolazione armonica più complessa, restano comunque melodicamente accattivanti i refrain e i ponti tra strofe e ritornelli; Snowman si può tranquillamente bypassare senza doversi crucciare di starsi perdendo qualcosa; The other me è il brano più commerciale del disco e azzarderei che non brilla proprio per originalità, Black light machine è invece molto coinvolgente, mostra particolare sensibilità l'assolo di chitarra al minuto 2:50, completato e reso più corposo da imponenti tastiere di sottofondo; Milliontown è una canzone abile, che si segue volentieri senza sentire mai la tentazione di pigiare il tasto STOP anzitempo.
Il mio parere è che questa produzione sia di alto livello, nonostante le - poco ma sicuro - rilevantissime manipolazioni elettroniche. Mi resta senz'altro la curiosità di scoprire cosa ci combineranno questi Frost* (con l'asterisco, mi raccomando) in un concerto dal vivo.

Valutazione globale: 8